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Il comune di Sparone appartiene a: Regione Piemonte - Città metropolitana di Torino

Chiesa di Santa Croce

Appena fuori dall'abitato di Sparone, su una collina, si trovano le rovine dell'antico castello di Arduino, marchese d'Ivrea, di cui resta solo un muro dove è ben visibile la tecnica di costruzione detta a "spina di pesce", che permette di datarne la costruzione al Medioevo. Attigua ai ruderi è l'antica chiesa parrocchiale di Santa Croce, il monumento meglio conservato, oggetto di recenti restauri. L'edificio è databile secondo A. Kingsley Porter, intorno al 1025: forse fu eretto su commissione dello stesso Arduino che volle onorare il luogo della sua vittoria con una grande chiesa. Il pronao e l'interno ad un'unica navata sono spogli.

Gli Affreschi
L'elemento più rilevante sono gli affreschi scoperti durante i recenti restauri nella zona absidale, databili nel periodo tra la fine del '300 e primi anni del '400, attribuibili ad un pittore formatosi sulla tradizione post-giottesca. Ai due lati dell'abside, sotto i due pennacchi a tromba posti tra le pareti laterali e l'arco absidale è conservata un'Annunciazione, con l'arcangelo Gabriele alla sinistra e la Vergine alla destra. Nell'abside è stato rinvenuto un ciclo pittorico che fu coperto da tinteggiatura molto probabilmente durante i lavori di restauro effettuati nel 1882 dal parroco Don Faletti. Nel catino absidale è raffigurato il Cristo Pantocratore in una mandorla con i quattro Evangelisti e i dodici Apostoli nella parete sottostante. I lavori di restauro hanno pure rilevato la presenza di affreschi sottostanti più antichi, probabilmente romanici. Già in varie visite pastorali vengono citati gli affreschi di Santa Croce: "Sulla parete sopra l'altare sono riprodotte, affrescate, diverse immagini..." (Visita di Mons. Cesare Camillo Ferreri del 1582) - "L'altare è addossato alla parete di fondo... è posto sotto una volta completamente dipinta, dove si scorgono delle antiche immagini..." (Visita di Mons. Ottavio Asinari del 1647) - "All'estremità della navata, sotto l'arcata intonacata e dipinta, è edificato un altare..." (Visita di Mons. Giacinto Trucchi del 1670) - "Dietro l'altare maggiore... sulla volta e sulle pareti ci sono dipinte delle figure di foggia antica..." (Visita di Mons. Giuseppe Pochettini del 1778) - "Dietro l'altare maggiore vi è il coro, sopra al quale la volta è fatta ad arco e nelle cui pareti sono dipinte delle antichissime immagini..." (Visita di Mons. Luigi Paolo Pochettini del 1826).

La Volta
Nel '600 non esisteva soffittatura, come annota Mons. Asinari nel 1647... "la chiesa non ha una volta nel sottotetto, vi sono solo tre archi di sostegno...". La volta in muratura, intonacata ed imbiancata, fu costruita molto probabilmente nei primi decenni del '700: la cita per la prima volta Mons. De Nicola nel 1729... "la pioggia filtra dalla volta a causa di qualche falda sul tetto...". Mons. De Villa nel 1750 appunta: "l'edificio...ha volta e pareti imbiancate..." ed anche ne trattano i visitatori successivi. La volta venne poi demolita verso il 1960 durante i lavori di rifacimento del tetto ed il soffitto rimase con la travatura a vista, come si presenta tutt'oggi.